Itinerari

capo-vaticano-2Capo Vaticano
Capo Vaticano è una località balneare del comune di Ricadi (VV) confinante con Tropea situata nella Costa degli Dei, molto popolosa di Villaggi e Hotel con ottimi servizi di animazione. Il promontorio di Capo Vaticano raggiunge un altezza massima di 124 metri ed è fatto di un granito bianco-grigio, studiato in tutto il mondo per le sue particolarità geologiche.

Isola di Tropea
Sopra lo scoglio di S. Leonardo, simbolo di Tropea, sorge la piccola chiesa di S. Maria la cui origine è incerta.A causa dei danni provocati dai terremoti e dalle incursioni turche subì diversi rifacimenti, che ne modificarono completamente l’aspetto originario.
Isola Eolie
Le Isole Eolie prendono il loro nome dal Dio Eolo, sono sette e disseminate lungo la costa nord orientale della Sicilia, sparse come a formare una grande y di cui Vulcano è l’estremità più bassa ed Alicudi e Stromboli le due punte rispettivamente più a ovest e più a est.

Pizzo Calabro
Centro peschereccio e balneare situato a picco sul mare in una pittoresca posizione lungo la costa del golfo di S. Eufemia. Sorta nell’alto medioevo secondo alcune fonti sul sito dell’antica Napitum, è rinomata per i gelati artigianali(come il famosissimo tartufo di pizzo) ed anche per gli spaghetti al nero di seppia serviti nei numerosi ristoranti.

Scilla
Scilla sorge arroccata alle pendici di un promontorio roccioso appena all’imboccatura dello stretto di Messina e che divide due seni di mare,(Marina Grande e Chianalea) verso la quale le case scendono a gradinata e alla cui estremità del promontorio si apre il porticciolo che ospita le ormai poche spatare, particolari barche per la pesca dello spada e sovrastato dalla mole del castello di età altomedievale di proprietà dei Ruffo di Calabria.

Bagnara Calabra
Bagnara Calabra si trova al centro della Costa Viola, tra due colline a strapiombo sul mare, le due colline lo incastonano all’interno
della montagna formando un anfiteatro naturale, in queste colline a strapiombo sono stati creti dei terrazzini dove vengono coltivati i vigneti.

Sant’Elia
Sant’Elia detto anche “Il balcone sullo Stretto di Messina”. Dalla sua cima è possibile vedere: l’imbocco nord dello Stretto di Messina nel tratto dove si trova il punto più vicino tra le due sponde, punta Pezzo (Villa San Giovanni) e Capo Peloro (ME), si vedono anche i due piloni del vecchio elettrodotto e i duevulcani attivi, lo Stromboli e l’Etna.

Reggio Calabria
Reggio Calabria è la prima città calabrese per antichità, estensione geografica e numero d’abitanti. E’ disposta in modo lineare lungo la costiera calabra dello stretto di Messina, ha un aspetto regolare e moderno e una città che si può considerare nuova, infatti, è stata ricostruita dopo il violente terremoto del 28 dicembre del 1908 che distrusse anche Messina.

Vibo Marina
Graziosa cittadina costiera sviluppatasi ai piedi del monte Castelluccio, nella baia di Santa Venere, dopo la costruzione del nuovo porto (inizio lavori 1861), l’approdo più sicuro ed attrezzato esistente tra Salerno e Reggio Calabria. La sua storia è legata al mare ed alle antiche strutture portuali di età greca, romana e medioevale in gran parte identificate più a sud dell’attuale Vibo Marina Bivona-Trainitil zona di alto interesse per l’archeologia costiera e marina.

Briatico
Tappa obbligatoria è Briatico con il suo splendido lungomare adagiato sul primo gradino di questa splendida costa terrazzata, variopinta ed esclusiva. L’ormai famosissimo lungomare di Briatico che si affaccia in parte sul Golfo di Lamezia Terme, che offre delle suggestive vedute nelle notti di luna piena e in parte di fronte alle isole Eolie, emozionando i romantici con i suoi ormai mitici tramonti. Briatico è un susseguirsi di spiagge, scogliere e baie. La prima,

Zambrone
Centro agricolo del Monte Poro, presso la fiumara Potame, Zambrone ebbe origine dagli abitanti di Aramoni, i quali, nel 1310, avendo avuto le case bruciate per ordine di re Roberto D’Angiò, si rifugiarono dapprima in località S. Giovannello e in epoca successiva nell’attuale, per scampare alle incursioni saracene.
Parghelia
Forse di origini albanesi, Parghelia fu fondata in territorio di Tropea e di questa cittadina seguì le sorti c le vicende storiche. Distrutta dal terremoto del 1783. ricostruita, nuovamente dal sisma ras l al suolo nel 1908, ha avuto completata l’attuale immagine nel 1926. Resistono però del vecchio abitato resti di palazzi signorili. La vicinanza al mare la fa tappa obbligata del turismo che ha in Capo Vaticano il centro propulsore.

Ricadi
Non ebbe impennate la storia a Ricadi e gli altri villaggi felicemente adagiati sul promontorio alla base dell’altopiano del Poro, tra Briatico e Tropea, che si protende nel mare e il cui vertice ha nome Capo Vaticano (forse perché si vaticinava?), terra più adatta agli eroi della classicità e agli dei che ai comuni mortali.

Joppolo
Villaggio sorto nei pressi d’un castello costruito ai primi del ‘300 da Artemidoro Joppolo, capitano di Carlo d’Angiò, dal quale aveva avuto due similari costruzioni sulla costa tirrenica. Fu da re Ladislao d’Angiò Durazzo tolto a un discendente di Artemidoro per punirlo d’aver dato appoggio a Ludovico d’Angiò. Fu quindi donato a Covella Ruffo e da questa (442) al figlio Marino Marzano.

Nicotera
Cittadina in posizione stupenda (vi è mite il clima), Nicotera contende alla vicina Rosarno l’essere stata, nel sito primiero, la greca Medama, nome che mutò nell’attuale e che troviamo riportato nell’Itinerario di Antonino Pio. Per scampare alle incursioni saracene, nel sec. IX gli abitanti abbandonarono l’antica sede e sul luogo scelto come nuova residenza costruirono l’odierno abitato avendo il conforto e la generosità di Roberto il Guiscardo, che lo fortificò.

Zungri
Fondato dai facinorosi abitanti di Aramoni che su questo terrazzo trovarono scampo quando, in guerra tra loro angioini ed aragonesi, per ordine di Roberto d’Angiò il loro paese venne distrutto. Contemporaneamente fondarono Zambrone e Zaccanopoli. Altri superstiti diedero vita a Carciadi, presso Spilinga. Fu casale di Mesiano. Chiese: Chiesa della Madonna della Neve: vi si custodisce una tavola raffigurante la Madonna, che viene attribuita a scuola raffaellesca.

Spilinga
Dopo che a causa d’una frana fu distrutto l’antico Condrochilone nella vallata bagnata dal torrente Buffa, gli abitanti del villaggio trovarono scampo nelle vicine spelonche attorno al sovrastante terrazzo alle pendici dell’ubertoso Monte Poro, dando poi vita all’attuale paese di Spilinga (dal greco spélinka), al centro geografico del promontorio di Capo Vaticano, e che in parte rovinata dal terremoto del 1783 fu poi ricostruito con criteri antisismici che ne fanno

Filadelfia
Scacciati dal terremoto del 1783 dall’antico Castelmonardo, gli abitanti si stanziarono sul Piano della Gorna e là edificarono il loro nuovo paese secondo un progetto attribuito all’architetto A. Magni. Lo chiamarono Filadelfia, con significato di “Città della fraterna dilezione” e gli donarono struttura geometrica entro gli spazi di due assi ortogonali.

Capistrano

Paese agricolo sul versante tirrenico delle Serre, probabilmente di origine basiliana. Dovette essere dei Conculbet di Arena e quindi gran eia della Certosa di Serra S. Bruno. Ebbe nei secoli vari toponimi, Capiz, Caput, Capistrum, Capistro, Capistrano Motta Montesanti. Legato allo stato di Mileto, di questi seguì la vicenda feudale e di volta in volta fu di Ruggiero di Lauria, di Enrico Sanseverino, conte di Marsico, dei Ruffo di Montalto, dei Sanseverino di Bisignano.

Polia
Centro agricolo sul versante tirrenico delle Serre, Polia è divisa in tre rioni, il più grosso dei quali ha il toponimo comunale, gli altri di Poliolo e Tre Croci. Di remote origini, fu casale di Castelmonan cui seguì le vicende, tranne che nel quinquennio 1692-1697, dura quale fu di Antonio Domenico De Mura, Mastro di Campo. Ha felice posizione sul lago artificiale dell’Angitola ed è noti l’acqua oligo minerale che sgorga in contrada Camarda e in con Perna.
Maierato
Chiamato anche Macherato, Majerate, questo centro agricolo in bella posizione il cui territorio si estende fino alla valle dell’Angitola e racchiude l’omonimo lago artificiale, oasi protetta dal WWF perché vi stanziano numerose specie di volatili.

Author: Molly

Share This Post On